Non esagerate con Internet: il messaggio dalla Silicon Valley!

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Non esagerate con Internet: il messaggio dalla Silicon Valley!

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Chicche Informatiche

Sono chiamati Internet Addiction Disorder (Iad) e si manifestano con ansia, depressione, alterazione dei ritmi sonno – veglia, disturbi nella socializzazione e sono determinati da un uso continuo e ossessivo di Internet.

Nell’ultimo periodo questo tipo di disturbi della personalità è stato oggetto di studi medici e psichiatrici, ma stavolta l’allarme arriva dal cuore pulsante dell’informatica: la Silicon Valley. La notizia è stata diramata nei giorni scorsi dal New York Times e sono gli stessi produttori di nuove tecnologie a consigliare un periodo di tregua da Internet, pc e smartphone.

A dimostrazione di questa mobilitazione contro la dipendenza da Internet, la massima partecipazione dei “pezzi grossi” dell’Itc alla conferenza annuale Wisdom 2.0, un meeting organizzato da Soren Gordhamer, in cui si discute su come vivere con maggiore consapevolezza e senso critico nell’era della tecnologia.

Diversi gli esempi di numerosi manager che consigliano i comportamenti corretti: Padmasree Warrior , responsabile dell’azienda hardware Cisco, ha consigliato ai suoi dipendenti di staccare la spina ogni tanto e di concedersi lunghi respiri e pause; Stuart Crabb, dirigente di Facebook, ha definito con una metafora la dipendenza dal web e dalle tecnologie in generale:

“Se mettete una rana in acqua fredda e ruotate lentamente la manopola del caldo, questa bollirà fino alla morte”.  

Per evitare di fare quindi la terribile fine della povera rana, è necessario possedere una certa consapevolezza dei propri mezzi tecnologici e soprattutto avere il buon senso di non lasciarsi sopraffare da essi: bisogna spegnere il cellulare, il computer e concedersi una passeggiata, un’uscita con gli amici.

In Italia a Torino, presso l’ospedale Molinette esiste un ambulatorio specializzato all’interno del Dipartimento di Psicologia Clinica, curato dal Dott. Munno che si occupa appunto dei disturbi determinati dall’uso incontrollato di giochi e attività in rete.

Questo a testimonianza che il fenomeno risulta più serio di quanto sembra e soprattutto merita più attenzioni di quante gliene prestiamo.

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